È essenziale contestualizzare i fatti nel giusto momento storico per poterli esaminare e giudicare. La fine degli anni ’80 è stato il culmine di un periodo particolarmente difficile per la comunità Bovalinese che, ormai da oltre dieci anni conviveva con l’odioso e drammatico fenomeno dei sequestri di persona, per fortuna oggi completamente scomparso, che aveva già determinato l’aumento di organico dei Carabinieri, l’istituzione dei N.A.P.S. e del Commissariato di P.S.
Gli amministratori dell’epoca volevano rafforzare la presenza dello stato, già sensibilmente aumentata, creando le condizioni anche logistiche al fine di poter stabilizzare e mantenere nel tempo le strutture per evitare ripensamenti o eventuali rimodulazioni, sempre possibili, da parte delle autorità competenti per cui si era pensato di dare la possibilità al Ministero degli Interni di costruire una sede fissa per tutte le varie branche di attività anche non presenti in Bovalino (P.S. – Stradale – VV del Fuoco e Protezione Civile).
Con nota del 16 marzo 1990, a firma del sindaco dell’epoca, indirizzata al Prefetto di Reggio Calabria, è stata offerta al Ministero degli Interni la disponibilità di un terreno di proprietà comunale (la Cottura) per la costruzione di un complesso moderno e funzionale per tutte le esigenze. Con risposta del 14 giugno 1990, pervenuta e protocollata il 28 giugno 1990, il prefetto dell’epoca Sabatino, nel ringraziare l’amministrazione per la collaborazione dimostrata, dava notizia dell’ avviso favorevole del Ministero per il prosieguo della pratica chiedendo l’adozione di una delibera di consiglio comunale che assegnasse al Ministero il diritto di superficie del locale offerto. Con delibera del Consiglio Comunale n. 14 del 13 settembre 1990, adottata all’unanimità (favorevoli maggioranza ed opposizione), il comune concedeva il diritto di superficie del terreno di 22.000mq in località Cottura. La delibera è stata approvata dal CO.RE.CO. ottenendo il “Non rileva vizi” il 25 ottobre 1990 con decisione n. 54271 ed assunto al protocollo dall’ente il 31 ottobre successivo con protocollo 756D. Prima ancora che la delibera ottenesse il “Non Rileva Vizi” dal CO.RE.CO, ancorché fosse già stata dichiarata immediatamente esecutiva (si capisce così l’importanza dell’operazione per la Prefettura ed il Ministero), con verbale redatto in data 23 ottobre 1990 alla presenza del Sindaco pro tempore per il Comune di Bovalino – del Dr. Attilio Battaglia in rappresentanza del Ministero e di Arena Antonio in rappresentanza dell’ U.T.E. (Ufficio Tecnico Erariale) si è proceduto alla consegna del terreno al Ministero degli Interni per il tramite del suo rappresentante Dr Attilio Battaglia, all’uopo delegato.
Per le lungaggini amministrative burocratiche, i cambi continui di governi e funzionari, nessuna novità sul tema fino a quando con nota del 8 febbraio 1992 (un anno e 4 mesi dopo la consegna dei locali) il prefetto dell’epoca Dr. Cannarozzo chiedeva a tutti i sindaci della provincia la disponibilità di aree utili alla costruzione di strutture per le forze dell’ordine. Con risposta immediata del 20 febbraio 1992, confermata con altra nota del successivo 3 marzo, il sindaco dell’epoca rammentava al prefetto che Bovalino aveva già concesso ed il ministero aveva già preso possesso dell’area e che quindi bisognava solo procedere.
A tutti gli anziani è noto cosa è successo poi nel mese di agosto dello stesso anno quando si è abbattuta sull’Ente una brutta vicenda giudiziaria che ha coinvolto, senza colpe come successivamente accertato dalla magistratura, i vertici del comune ed alcuni imprenditori, poi completamente prosciolti “con formula ampia”. Ma intanto l’amministrazione comunale era cambiata e tutte le pratiche in itinere si sono fermate , forse anche perché non conosciute. Non fossero successe determinate cose e ci fosse stata una continuità amministrativa oggi, certamente, Bovalino avrebbe quella struttura che prevedeva la costruzione della sede del Commissariato, dei Vigili del fuoco, della Protezione civile e della Polizia Stradale. Di seguito si pubblicano copia dei sei atti originali di cui abbiamo dato notizia nella presente nota.
Mimmo Marzano
Per Circolo Mocta Bubalina
Sezione Ricordi dell’Associazione
Fondazione Ciccio Marzano