Abbiamo restaurato un video degli anni ’60 di Eugenio Marra (parrucchiere appassionato di fotografia), generosamente donatoci dalla famiglia che ringraziamo, della durata di tre minuti e quaranta secondi che, pur se privo di voci e descrizioni, fa rivivere una delle più antiche e sentite tradizioni della zona Ionica: il pellegrinaggio alla Madonna della Grotta. Questo avveniva ogni anno nei primi tre giorni di Maggio e fino agli anni ’90 veniva effettuato rigorosamente a piedi con partenza all’alba, a seconda della distanza che i pellegrini dovevano percorrere, e camminando anche per molti chilometri. Nei primi tre giorni di Maggio, negli anni ’60, lunghi e molteplici trenini umani si intravedevano numerosi nelle strade, all’epoca bazzicate da qualche asino o da un rarissimo vecchio autobus, tutti in preghiera con nel cestino pane e frittata per pranzo, per mantenere la promessa di “Voto” del pellegrinaggio a piedi per raggiungere la Madonna della Grotta. Naturalmente il video non è di fattura eccellente ma è sicuramente storico e riesce a trasmettere i sentimenti dei nostri antenati. È con questo spirito che lo pubblichiamo, ringraziando la lungimiranza di Eugenio Marra che lo ha prodotto e conservato, la sua famiglia che ce lo ha donato e la nostra volontà di selezionare materiale antico per metterlo a disposizione di chi vuole conoscere antichi usi e costumi.
Le notizie sull’origine del Santuario sono scarse. Pare sia stato fondato come cella eremitica brasiliana e successivamente, nei primi anni del ‘500, il frate eremita Giacomo di Tropea, compagno del Beato Francesco da Zumpano, il frate che portò gli Agostiniani della Riforma, ricavò nella parete una grotta dentro la quale collocò la statua della Madonna. A metà del 1600 il monastero venne soppresso da Papa Innocenzo X. La grotta nel 1891 assunse la caratteristica forma interna a croce greca, con due cappelle ai lati, una del Crocefisso e una della Madonna Addolorata.
Il portale d’ingresso della chiesa era costituito da due colonne corinzie, con capitello d’acanto scolpito in pietra di tufo. La statua della Madonna che era contenuta nel santuario, scolpita in marmo bianco, era attribuita alla scuola del Gagini, della metà del XVI secolo. La statua datata 1508 era stata trasferita dal sovrastante Convento degli Agostiniani nel 1625. Del santuario si narra anche una antica leggenda secondo la quale un ricco mercante, trovatosi in gravi difficoltà con la sua nave in alto mare, fece voto alla Madonna di dedicarle una statua in caso di salvataggio; tornato a casa ordinò il lavoro ad un artista, ma questi venne colpito da una malattia e non riuscì ad eseguire il lavoro. Il mercante chiese, allora, di poter vedere l’abbozzo del marmo, e tra lo sbigottimento di entrambi apparve ai loro occhi una bellissima statua che fu portata nel Santuario.
Ogni anno, il 24 Aprile, si svolgevano nel Santuario manifestazioni religiose che si concludono con un pellegrinaggio nei primi tre giorni di Maggio. In questi giorni ad Ardore giungevano molti pellegrini da tutti i paesi vicini che si raccoglievano in preghiera dinanzi alla statua della Madonna della Grotta. La campana si trovava issata sulla roccia accanto alle celle alte ed è priva di batacchio, infatti, viene fatta suonare col lancio di sassolini o pezzetti di ferro o con monete lanciate dai numerosi pellegrini giunti nel santuario. Buona visione
Mimmo Marzano
Per Circolo Mocta Bubalina
Sezione Ricordi dell’Associazione
Fondazione Ciccio Marzano
